Rottura della cuffia
Si intende per Cuffia dei Rotatori della Spalla una vera e propria “cuffia elastica tendinea” che ricopre la testa dell’omero ed è composta da 4 tendini che originano dalla scapola e terminano inserendosi sulla testa dell’omero (sopraspinoso, sottospinoso, piccolo rotondo e sottoscapolare)
La funzione di questi tendini è di permettere le rotazioni del braccio in intrarotazione ed extrarotazione e di aiutare l’elevazione.
Nella vita di tutti i giorni muoviamo il braccio nello spazio ed il “banale” movimento di portare la mano sopra la testa è un movimento composto di elevazione e rotazione. In questo movimento combinato la cuffia è fondamentale.
Quali sono le ragioni della sua rottura?
- usura
- Lesione traumatica
L’usura è correlata al fatto che durante le attività della vita quotidiana ed i movimenti comuni, gli stress meccanici e gli attriti possono logorare questa struttura elastica fino a provocarne la rottura . esistono fattori predisponenti che portano alla rottura come tipologie di attività, anatomia della spalla, malattie metaboliche come il diabete, vizi come il fumo.
I traumi possono essere la causa della rottura di un tendine sano o sofferente(degenerato) Questa lesione è indipendente dall’età del soggetto.
Sintomatologia
Il Dolore è spesso la sintomatologia più caratteristica che frequentemente si irradia al braccio con accentuazione notturna
Può anche essere presente una riduzione della forza nei movimenti del braccio verso l’alto con difficoltà a sollevare oggetti anche di peso modesto come una bottiglia o un piatto.
Esistono numerose tipologie di rottura della cuffia in spalle morfologicamente diverse che possono dare sintomi differenti a parità di lesione
Pertanto è estremamente importante correlare la storia del paziente, le immagini strumentali e il quadro clinico che porteranno a scelte terapeutiche differenti.
Diagnosi
Dedico molto tempo all’ascolto della storia del paziente, quali sono i sintomi, come sono iniziati, quale attività lavorativa svolge o ludico/sportiva. Dalla raccolta di questi dati si ha già un’ importante indicazione.
Esistono poi test specifici e sensibili che si utilizzano durante la visita clinica che permettono di fare diagnosi molto accurata.
Se il sospetto di lesione tendinea è molto elevato si devono richiedere esami che permettono di affinare la diagnosi.
La radiografia della spalla rappresenta spesso l’esame di approccio che permette di fare diagnosi ed escludere una serie di patologie
L’ecografia permette di vedere la lesione e di orientare la diagnosi ma non permette di definire il grado di retrazione tendinea e di atrofia dei tessuti dati fondamentali per stabilire la terapia eventualmente chirurgica.
Pertanto sarà necessario eseguire una Radiografia della spalla nelle due proiezioni che fornisce informazioni dettagliate sulla morfologia ossea articolare, la presenza di artrosi ecc
La risonanza magnetica senza mezzo di contrasto è l’esame che da più informazioni per la diagnosi di lesione e per lo stato dei tessuti ( retrazione tendinea, numero di tendini coinvolti, atrofia dei muscoli)
Trattamento
Il trattamento può essere conservativo o chirurgico
I fattori che incidono sulla scelta sono molteplici
In genere una rottura recente traumatica in un soggetto giovane è quasi sempre chirurgica.
Le lesioni da “usura” pervederanno un trattamento chirurgico in funzione della sintomatologia che causano (dolore e di difetto di movimento/forza), dell’età del paziente e del grado di retrazione dei tessuti tendinei che potrebbero essere non riparabili se molto retratti e degenerati.
La tecnica di riparazione oggi più comunemente utilizzata è quella artroscopica che permette una minore invasività chirurgica ed una migliore “gestione del danno tendineo”
Il risultato dell’intervento è direttamente correlato alla dimensione della lesione ed alla qualità dei tessuti riparati.
La fisiokinesi terapia di recupero articolare e della forza è il trattamento conservativo in caso di non indicazione chirurgica ed è sempre il trattamento postoperatorio in caso di riparazione chirurgica.
In caso di lesioni ampie si possono eseguire interventi di riparazione parziale o di pulizia chirurgica per rimuovere il tessuto infiammatorio causa di dolore, o di trasposizione tendinea per sostituire i tendini assenti con altri tendini che possono vicariare la funzione della cuffia per esempio la trasposizione del tendine gran dorsale.
Nel caso sia gravemente compromessa la motilità, e la lesione sia irreparabile in persone di età oltre i 65/70 anni si può recuperare il movimento e la forza con l’impianto di una protesi inversa di spalla. Questo tipo di intervento che viene eseguito da ormai più di 20 anni ha raggiunto oggi una alta percentuale di successo e di soddisfazione del paziente.


