Danilo e Roberto, entrambi settantenni, hanno ritrovato la gioia di muoversi liberamente grazie all’équipe di Chirurgia dell’Anca dell’Ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano, diretta dal professor Filippo Castoldi. Dopo anni di dolori e difficoltà nel camminare, l’intervento di protesi d’anca ha permesso loro di tornare alle passioni di sempre: Danilo ha realizzato il sogno di un trekking sull’Himalaya, mentre Roberto ha vinto un torneo di padel a soli tre mesi dall’operazione.

Questi sono solo due dei circa 200 interventi annui eseguiti dall’équipe del professor Castoldi, che testimoniano come, grazie ai progressi della medicina e alla dedizione dei professionisti, anche dopo un intervento complesso sia possibile riprendere una vita attiva e soddisfacente.
«Si tratta di un successo della tecnica medica – ha sottolineato Filippo Castoldi – i cui progressi sono paralleli all’avanzare della tecnologia, che è uno strumento preziosissimo anche per la chirurgia protesica dell’anca, ma che è sempre subordinata alla competenza, all’aggiornamento e all’esperienza dei professionisti sanitari».
L’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi, ha sottolineato l’importanza delle competenze e dell’aggiornamento continuo del personale sanitario nel garantire cure di eccellenza ai cittadini.
L’Ospedale San Luigi Gonzaga si conferma così un punto di riferimento per l’ortopedia, offrendo ai pazienti non solo interventi all’avanguardia, ma anche la possibilità di riappropriarsi delle proprie passioni e di una qualità di vita che pensavano perduta.
Che intervento è quello della protesi d’anca?
I due interventi sono stati condotti senza l’ausilio di strumenti digitali ma con approccio ortopedico tradizionale: nel caso del signor Danilo in particolare, si è trattato impianto protesico eseguito con via d’accesso anteriore, che ha la caratteristica di non violare strutture muscolari e di mantenere quindi integri i tessuti molli. Per l’intervento sono stati utilizzati strumenti oggi disponibili ad un altissimo livello di specializzazione, che permettono al chirurgo un alto grado di precisione. Tecniche anestesiologiche e di controllo del dolore postoperatorio, l’utilizzo di farmaci e di tecniche chirurgiche che rispettano i tessuti e riducono al minimo la perdita ematica hanno concorso al successo dell’intervento.
La riabilitazione e la ripresa del carico avviene, in casi come questo, nello stesso pomeriggio della giornata dell’intervento o il giorno successivo, con l’aiuto dei fisioterapisti che permettono il ritorno alla normalità in modo precoce evitando l’allettamento, nemico della ripresa del paziente.
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