L’anca è una delle grandi articolazioni dello scheletro umano, congiunge bacino e arti inferiori: può ammalarsi e degenerare lentamente o velocemente.
Esistono diverse vie di accesso chirurgico per eseguire la protesi dell’anca.
A grandi linee si può distinguere fra via d’accesso anteriore; via d’accesso laterale e via d’accesso posteriore. Scegliere una via chirurgica piuttosto che un’altra dipende dall’esperienza del chirurgo e dalle necessità specifiche dell’anca interessata. L’incisione chirurgica è di circa 10-15 cm, sempre più spesso in soggetti magri, con una costituzione che lo permette, si possono utilizzare incisioni di circa 6-7 cm.
Gli step dell’intervento possono essere così riassunti:
- lussazione dell’anca
- asportazione del collo e della testa del femore
- preparazione della cavità cotiloidea e quindi fissazione della coppa protesica.
- Successivamente viene introdotta la componente femorale della protesi e infine si riduce la testa protesica nella coppa acetabolare.
E i tempi di ripresa?
Le moderne tecniche chirurgiche e la riabilitazione accorciano i tempi di ripresa: per questo i tempi di recupero sono sempre più brevi.
Il decorso post–operatorio ha diverse tappe obbligate, che portano alla ripresa della normale vita quotidiana.
Inutile dire che il paziente gioca un ruolo attivo e fondamentale nel post-operatorio: deve prestare particolare attenzione ai movimenti, evitando però la sedentarietà completa.
La riabilitazione è di cruciale importanza, sia nelle fasi iniziali, per contrastare dolore e rigidità, sia nel periodo post operatorio, per recuperare la piena autonomia e il movimento.